ALLA SCOPERTA DEL NORD: IL REPORTAGE DEL VIAGGIO DI GIULIANO E MARCO

IL REPORTAGE DEL VIAGGIO DI GIULIANO E MARCO - Namatours viaggi solidali in Madagascar

Il Nord-Est del Madagascar è una delle zone più belle e meno conosciute dell’Isola Rossa.

Una natura primordiale, parchi e riserve fuori dagli itinerari turistici, tantissime specie di lemuri, camaleonti, uccelli, foreste secolari, montagne da scalare e l’ospitalità della gente del Nord

Tutto questo, e molto altro, ce lo raccontano Giuliano e Marco, due nostri viaggiatori avventurosi che hanno esplorato questo remoto angolo del Madagascar per noi.

IL REPORTAGE DEL VIAGGIO DI GIULIANO E MARCO - Namatours viaggi solidali in Madagascar
IL REPORTAGE DEL VIAGGIO DI GIULIANO E MARCO – Namatours viaggi solidali in Madagascar

“L’idea di un viaggio in Madagascar è nata un po’ per caso.

Io e Marco siamo appassionati di viaggi alla scoperta di luoghi e culture diversi da quelli ai quali siamo abituati e dopo qualche chiacchierata e qualche birra abbiamo messo un cerchiolino sul mappamondo.

È poi iniziata la ricerca di informazioni sulle destinazioni che potevano essere di nostro interesse  compatibilmente con la limitata disponibilità di tempo: ci sarebbe piaciuto fare qualche trekking in zone remote, magari alternando foreste pluviali a zone con clima più secco, trasferimenti in auto che ci consentissero di visitare villaggi non abitualmente frequentati da turisti e venire a contatto con popolazioni e abitudini tipiche, terminare con un paio di giorni alla scoperta delle bellezze del mare tropicale, il tutto concentrato in 12 giorni.

Dovevamo individuare al più presto un corrispondente in Madagascar che ci aiutasse a organizzare tutto e dopo una breve ricerca abbiamo trovato NamaTours che si proponeva con un messaggio molto bello di turismo responsabile e solidale in Madagascar.

Abbiamo proposto le nostre idee a Massimo il quale si è subito interessato e ci ha aiutato a comporre le tappe del viaggio.

L’aereo ci ha portati fino ad Antananarivo, la turbolenta capitale. La città è intasata da un traffico infernale e le strade sono occupate da una marea di persone che allestiscono bancarelle più o meno improvvisate per vendere ogni tipo di mercanzia.

Il tempo è poco e la mattina seguente siamo di nuovo in aeroporto per il trasferimento a Sambava, ricca cittadina del nord, affacciata sull’oceano Indiano dove ci attende un auto che ci accompagna all’ingresso del Parco Marojeji.

A mezzogiorno siamo pronti per iniziare il trekking nel parco, dove potremo camminare nella foresta pluviale e provare a salire fino alla cima ad una quota di 2.150 mt.

Il percorso è molto bello ma si rivela più impegnativo di quanto avessimo immaginato; incontriamo i primi lemuri e varia fauna e flora tipica.

Trascorriamo la notte al campo 2 attrezzato con alcune strutture dove ci sono due letti a castello e una zona cucina.

Il giorno seguente partiamo di buon’ora e affrontiamo la salita fino alla cima e il ritorno al campo.

Sulla carta sembrava una passeggiata ma richiederà 10 ore di cammino e al rientro siamo stanchi ma soddisfatti per l’obiettivo raggiunto (con i complimenti della guida) e appagati per la bella esperienza fatta.

Trascorriamo la notte al campo e il giorno seguente torniamo sui nostri passi completando la visita al parco; siamo stati molto fortunati, abbiamo visto tutte le specie di lemuri presenti nel parco e diverse specie di uccelli rari, non ha mai piovuto con buona pace delle sanguisughe che non ci hanno disturbato più di tanto.

Riprendiamo l’auto che ci porterà fino all’ingresso del parco dell’Ankarana lungo le “strade” malgasce; i km da percorrere sono meno di 400 ma richiedono un giorno e mezzo di viaggio.

Da Vohemar a Ambilobe la strada diventa una pista sterrata che attraversa un paesaggio molto diverso da quello che abbiamo visto fino a qui; la vegetazione è più rara a causa delle piogge molto meno abbondanti, la polvere rossa del Madagascar ci avvolge. Attraversiamo villaggi dove i turisti non passano spesso e i “vasà” (gli uomini bianchi nel linguaggio malgascio) suscitano curiosità; la gente è cordiale e non è difficile scambiare qualche parola.

La guida ci racconta le abitudini della popolazione, i credo della religione animista e le contaminazioni dovute alla presenza dei popoli arabi, dell’estremo oriente e da ultimo i popoli europei.

La mattina seguente siamo all’ingresso del parco dell’Ankarana dove ci aspetta la guida che ci accompagnerà in un trekking di un giorno intero alla scoperta delle particolarità del luogo; il paesaggio è molto bello e incontriamo ancora lemuri e varia fauna

Il terreno è carsico e sono presenti gli tsingy, spettacolari formazioni rocciose che formano distese impenetrabili.

La sera ci concediamo un rilassante bagno nella piscina dell’albergo che ci ospita e un’ottima cena a base di pesce locale.

La mattina riprendiamo l’auto e ci dirigiamo verso il porto di Ankify lungo la Route National 6; è la strada più importante del Madagascar ma è un inferno di buche che a volte sembrano voragini e ponti semidistrutti. I trasferimenti sono comunque interessanti perché lungo la strada si svolge la vita della popolazione, ci si sposta con qualsiasi mezzo dal carretto alla bicicletta fino al motorino e a qualche camion o piccoli pulmini per il trasporto delle persone; in Madagascar non esistono i trasporti pubblici, nemmeno i treni.

Arriviamo al porto e un battello ci porta sull’isola di Nosy Be, famosa per il turismo internazionale che si è sviluppato grazie alla presenza del secondo aeroporto internazionale del paese dopo quello della capitale.

Abbiamo a disposizione due giorni da dedicare ad altrettante gite in barca alla ricerca dello squalo balena (purtroppo non trovato) e alla scoperta degli angoli più belli di questa magnifica isola.

Ci sarà tempo anche per qualche camminata e scopriremo che all’interno dell’isola c’è ancora molto vero Madagascar, non troppo contaminato dalla presenza del turismo.

Purtroppo dobbiamo rientrare in Italia e lasciamo il Madagascar con la voglia di tornare per poter continuare a scoprire le bellezze e le contraddizioni di questo paese e della sua meravigliosa popolazione.

WOW!

Se il reportage dei nostri viaggiatori ti ha fatto venire voglia di partire subito in Madagascar c’è solo una cosa da fare…
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