VIAGGIO DI NOZZE IN MADAGASCAR: L’ESPERIENZA WILD DI MARIA CHIARA E FABIO

Il Madagascar è una meta sempre più gettonata per i viaggi di nozze. O almeno lo era fino a prima del Covid, anche se questo 2022 sta vedendo per fortuna tanti neo-sposi scegliere l’isola per celebrare al meglio l’inizio della loro vita insieme.

Tra questi ci sono anche Maria Chiara e Fabio, due simpaticissimi ragazzi romagnoli che a luglio hanno esplorato tutta la costa Ovest per un viaggio di nozze decisamente insolito e wild (scoprilo qui), nel corso del quale non si sono fatti mancare alcune esperienze indimenticabili: la discesa in piroga del Fiume Tsiribinha con tanto di notte in tenda, le arrampicate sugli Tsingy de Bemaraha, il tramonto nel Viale dei Baobab a Morondava, l’avvistamento delle megattere nel Canale del Mozambico.

Abbiamo intervistato Maria Chiara per farci raccontare il loro viaggio.

1) Avete scelto il Madagascar come meta per il vostro viaggio di nozze. Perché questa decisione? Ne è valsa la pena?

Il Madagascar rientrava da qualche tempo nei paesi che avremmo voluto visitare ma purtroppo, viste le dimensioni, non abbiamo mai avuto a disposizione il numero di giorni appropriato per fare un viaggio sensato in Madagascar. Grazie ai giorni extra del viaggio di nozze, abbiamo deciso di prendere la palla al balzo e siamo stati estremamente contenti della nostra decisione.

2) Che situazione avete trovato dal punto di vista sanitario e sociale? Secondo voi il Madagascar è una meta sicura per viaggiare oggi?

Sono rimasta molto colpita dalla situazione sanitaria e sociale, nonostante avessi visitato il Kenya una decina di anni fa, ho trovato un paese ancora più arretrato di quello che mi sarei aspettata. La bellezza del viaggio che abbiamo fatto credo risieda non solo nella completezza e varietà di paesaggi visti ma anche nella possibilità di interagire con persone malgasce e con persone straniere che hanno deciso di stabilirsi in Madagascar. Delle persone locali conosciute, ci portiamo a casa soprattutto la cordialità e l’umiltà.

Il Madagascar è assolutamente una meta sicura in cui viaggiare, i malgasci sono molto rispettosi nei confronti dei turisti, ma penso che alcuni aspetti logistici/organizzativi lo rendano un paese difficile per cui è necessario informarsi bene prima e affidarsi a qualcuno che conosca le dinamiche malgasce (e le strade).

3) Il vostro è stato un viaggio super completo, in cui tra le altre cose avete navigato un fiume in piroga, fatto arrampicate sugli Tsingy, avvistato le megattere. Ci rendiamo conto che è difficile, ma se dovessi raccontarci la cosa che più vi ha colpito di questo viaggio quale sceglieresti?

Per deformazione personale, non avrei dubbi: gli Tsingy e la foresta sottostante. Un paesaggio primordiale che mi ha rimandato a Jurassic Park, Jumanji e Indiana Jones. Secondo me un passaggio imperdibile.

4) C’è stato invece qualcosa che non vi è piaciuto o che vi ha colpito negativamente?

La città di Antananarivo penso sia la cosa che mi è piaciuta meno: ho trovato una città con i ritmi e il traffico folle di una metropoli mescolati alle difficoltà sociale già viste nei villaggi. Penso che debba essere considerata una meta di passaggio e non una città in cui esplorare la vita malgascia.

5) Cosa vi siete riportati a casa da questa esperienza?

Come accennavo prima, il giro che abbiamo fatto ci ha permesso di conoscere tante persone, local e non, e di scambiarci con loro racconti e pezzi di vita. Oltre ai fantastici paesaggi che abbiamo visto e che ci hanno riempito occhi e cuore, penso che una delle cose che più mi resterà nel cuore del viaggio sarà il rapporto meraviglioso che abbiamo instaurato con il nostro driver malgascio Haga che per noi si è rivelato più un amico che una guida in senso stretto. Ci ha raccontato a cuore aperto la vita malgascia, dagli aspetti più positivi a quelli più negativi, sempre con umiltà e con un sorriso e svelandoci sempre segreti paesaggistici che da soli probabilmente non avremmo notato. Per me congedarmi da lui a Tulear è stato come salutare il Madagascar.

6) Cosa vi sentireste di consigliare ai viaggiatori che stanno valutando il Madagascar tra le mete del loro prossimo viaggio?

Penso che direi molto sinceramente che il Madagascar ha tante sfaccettature, cosa che lo rende una buona meta di viaggio per tante tipologie di viaggiatori. Si possono assaporare aspetti diversi, più o meno autentici, a seconda dell’obiettivo e anche della difficoltà che si vuole affrontare. Non penso che tutti vogliano fare una luna di miele in 4×4 su 1200 km di pista sterrata come non penso che il Madagascar possa esaurirsi in una settimana a Nosy Be, nonostante ci sia anche questa opzione. Consiglierei quindi di informarsi bene prima di partire perché non è un paese semplice in cui viaggiare quindi allineare le aspettative alla realtà penso possa aiutare per evitare di rimanere interdetti su qualche aspetto del viaggio. E soprattutto, consiglierei un ottimo gastro protettore 🙂

7) Per noi di Namatours l’amore con il Madagascar è iniziato con un viaggio di nozze e ci ha portato poi ad aprire un tour operator. Non è che adesso vorrete fare la stessa cosa anche voi e diventare nostri concorrenti? 

Ho appena cambiato lavoro, te lo dico tra 6 mesi 🙂

E nell’attesa di conoscere la decisione lavorativa di Maria Chiara ripercorriamo insieme le emozioni più belle del loro viaggio grazie alle meravigliose foto che ci ha mandato.

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